Dal punti di vista tecnico, la maggior parte dei miei lavori deriva dall’intersezione di mondi tradizionalmente lontani: robotica, intelligenza artificiale, neuroestetica ed arte figurativa.

Il robot è il mezzo, il tenutario dell’azione esecutiva, l’oggetto che disegna, incide o spatola.

Il robot di per sé sarebbe inutile senza un’intelligenza in grado di guidarlo. Spesso essa coincide con un algoritmo matematico. La possibilità di genererare il complesso a partire da regole semplici esercita in me un fascino che è lo sprono primo di tutta la mia ricerca stilistica. Altre volte faccio uso di tecniche di intelligenza artificiale (AI), ma con parsimonia, dato che l’AI è potente ma incontrollabile. E’ come il sale nel cibo: rende saporito ogni piatto ma rischia di coprire i gusti base.

Ciò che per un pittore tradizionale è pennellata, per me è oggetto matematico. Col tempo ho imparato a costruire la mia sintassi espressiva. Mescolo filtri, algoritmi e software in una “tavolozza digitale” che ho riesco a decifrare. Per me le formule matematiche hanno anime: alcune sono malinconiche e insicure, altre sono decise e forti, altre ancora prive di carattere. Per queto percorso artistico, in cui la tenica tocca spesso il “senso del bello”, ho attinto dal mondo della neuroestetica, disciplina scientifica che tenta di scopire i segreti dell’estetica a partire da analisi scientifiche.


Punta secca robotizzata

L’incisione sottostante è stata realizzata il 25 settembre 2019 da un robot UR10 guidato da due algoritmi separati: il primo si è incaricato del contorno, il secondo dei livelli di grigio tipici del tratteggio. E’ la prima incisione al mondo mai realizzata da un robot.

Il video mostra il movimento del bulino; la punta con un cono di apertura a 90° conferisce un trattao caratteristico denso e frastagliato.


Acquerello e guazzetto

Questa tecnica prevede l’utilizzo di pennelli programmati per stendere strati succesivi di pigmenti aventi viscosità e caratteristiche diverse, quali acquerelli e tempera. Il video seguente è stato realizzato a velocità aumentata. La maggior parte dei lavori realizzati con tecnica ad acquerello sono stati realizzati in collaborazione con Lorenzo Scalera.


Spatolato robotizzato

La spatola non è uno strumento facile da utilizzare. Rispetto al pennello, le variabili in gioco sono elevate. Anche creare una tavolozza di colori che degradano progressivamente dal nero al bianco è una sfida non ancora risolta dalla tecnologia. Questo dipinto è stato realizzato in collaborazione con Andrea Beltramello.

Il video che segue riproduce la relizzazione di un dipinto